CHI SIAMO > IL PROGETTO EDUCATIVO

Proposta Educativa di Italia Nostra

Seguendo una prassi ormai consolidata, con l’acquisizione degli esiti delle ultime attività collegiali, quali la riunione del Comitato tecnico scientifico del 22 settembre 2017 e il Seminario di formazione per referenti EDU e docenti del 16-18 marzo 2018 “Educare alla ‘cura’ del Patrimonio: strumenti per condividere e proteggere. Paesaggi ‘interni’ – tecnologie per la creatività – patrimonio immateriale”, siamo arrivati alla formulazione del Progetto educativo nazionale che Italia Nostra propone ai docenti e agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per il triennio 2018-2021 a partire dall’anno scolastico 2018-2019.

Il progetto prosegue e amplia le attività degli anni precedenti, nell’ambito del grande contenitore delle nostre attività educative, “Le pietre e i cittadini”, denominazione ormai riconosciuta e accolta nei protocolli con il MIUR e il MiBAC.

Linee Tematiche

Linee tematiche di educazione al patrimonio culturale e al paesaggio tramite le quali focalizzare l’analisi e le proposte educative:

  1. I paesaggi delle aree interne. Esaminando le diverse tipologie di paesaggio (paesaggio urbano, rurale, montano, ecc.) e i suoi elementi di connotazione naturali ed antropici (chiese, complessi monastici, giardini storici, masserie, antichi tratturi, strade e piazze dei centri storici, corsi d’acqua, boschi e prati d’altura, terrazzamenti coltivati, alberate, ecc.) si portano all’attenzione degli studenti, tramite gli insegnanti e le scuole, i problemi delle cosiddette aree interne, i paesaggi “minori”, per conoscere e capirne le ragioni e le fragilità, per entrare in contatto con esperti (storici, architetti, urbanisti, agronomi, economisti), per essere parte attiva nella conservazione della memoria e della rivitalizzazione dei territori, del tessuto sociale e urbano.
  2. Conoscere e “sentire” il paesaggio. Il paesaggio[1] è inteso, non solo soggetto e oggetto di conoscenza e di azioni di salvaguardia, ma anche come uno stimolo, derivato dallo sguardo, a costruire identità interne all’uomo. Le esperienze letterarie di scrittori come Paolo Cognetti[2] esemplificano la complessità del rapporto dell’uomo moderno con il paesaggio a cui viene riconosciuto il ruolo di formazione emotiva. Infatti lo psichiatra e psicoanalista, Vittorio Lingiardi[3] rivendica al paesaggio la funzione psicologica, accanto a quella “culturale, ecologica, ambientale, sociale” riconosciuta nella Convenzione europea del paesaggio. L’identità di un luogo deriva dal lavoro umano, ma è anche il risultato dello sguardo che hanno ricevuto, della connessione che si instaura. Il “legame interiorizzato con l’origine del nostro paesaggio” può aiutare ad “orientarsi” e a distinguere i luoghi dai “non luoghi, producendo forme di “appaesamento” culturale utili a creare consapevolezza e corresponsabilità alla tutela.
  3. Patrimonio culturale immaterial L’educazione al patrimonio culturale richiama la necessità di guardare a questa nella logica delle periferie, della multiculturalità, dell’immaterialità. Accanto al paesaggio, le manifestazioni e i linguaggi della cultura “immateriale”[4] costituiscono gli strumenti per porre in atto azioni di coesione sociale, considerando la profonda interdipendenza fra il patrimonio culturale immateriale e quello materiale e naturale, e il rilevante ruolo della cultura immateriale per riavvicinare gli esseri umani e assicurare gli scambi e l’intesa fra di loro.
  4. La lingua italiana (espressioni dialettali e locali) quale componente cardine di quella cultura immateriale che vogliamo difendere, considerando che:
  • l’italiano ha un grande ruolo nello sviluppo cognitivo (ruolo spesso ignorato dagli educatori, magari in favore dell’inglese): la questione della lingua va posta come problematica trasversale a tutte le discipline. La nostra letteratura (insieme alle arti visive) è quella che nei secoli ha costruito l’esistenza stessa dell’Italia sulla scena internazionale;
  • imparare a memoria (soprattutto le poesie) svolge un indispensabile ruolo formativo[5]. Senza usare la lingua non possiamo nemmeno insegnare. Rischiamo la desertificazione culturale;
  • anche gli smartphone possono aiutarci a conoscere il nuovo “ italiano” (ad es. l’hashtag che apre le porte della lingua scritta alla discussione e alla condivisione, integrando lo scritto con altre forme di comunicazione; o gli snippet, brevi estratti di testo che ci offre il motore di ricerca ). L’era digitale è il ritorno alla scrittura[6].
  1. Gli strumenti digitali per l’educazione a scuola e in ogni altro ambito: sono strumenti operativi ormai di uso comune e diffusissimi tanto che nessuno può più permettersi di ignorare o proibire. Ad esempio il loro uso potenziato è di importanza fondamentale per la comunicazione della campagna della Lista rossa di Italia Nostra. Una ricerca del CNIS (Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati) condotta dalle prof. Maria Lidia Mascia e Simona Perrone sta dimostrando che nella scuola il digitale è elemento cruciale per catalizzare l’attenzione dei ragazzi e la realtà virtuale rafforza il loro coinvolgimento, a patto che gli allievi siano guidati con competenza su un percorso adeguato. Pertanto è necessario investire su questa specifica formazione per gli insegnanti. La missione di Italia Nostra è promuovere l’innovazione e l’inclusione con particolare attenzione ai giovani[7], applicando le tecnologie ai beni culturali, creando occasioni in cui si possano coniugare le intelligenze artificiali e la creatività naturale.

[1] Maria Rosaria Iacono, Introduzione al VI° Corso Nazionale di Formazione per i referenti EDU e i docenti di Italia Nostra - ROMA, 16-17-18 marzo 2018, “Le pietre e i cittadini” - Educare alla “cura” del patrimonio: strumenti per condividere e proteggere, Paesaggi “interni” – tecnologie per la creatività – cultura immateriale

[2] Le otto montagne, Torino, Einaudi, 2016, Premio Strega 2017

[3]Mindscapes. Psiche nel paesaggio, Milano, Raffaele Cortina Editore, 2017

[4] Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, Parigi il 17 ottobre 2003, iccd.beniculturali.it

[5] Tullio De Mauro, Dieci tesi per l’educazione linguistica

[6] Massimo Palermo, Italiano scritto 2.0. Testi e Ipertesti, ed. Carocci, 2017

[7] cfr. http://www.mondodigitale.org/it

La metodologia di Educazione al patrimonio culturale

Italia Nostra, avvalendosi anche di una fitta rete di patti istituzionali, cooperazioni e convenzioni, da anni ormai sta proponendo alla scuola, alle famiglie, ai cittadini un modello nazionale di Educazione ai beni culturali e paesaggistici mediante iniziative di pedagogia del patrimonio nelle scuole, di formazione e aggiornamento professionale dei docenti, di formazione permanente nella società mediante corsi di formazione, nazionali e interregionali, di concorsi per le classi scolastiche di ogni ordine e grado.

Il modello di Educazione al patrimonio culturale, replicabile in tutti i contesti territoriali e culturali e per ogni tematica, si può articolare nei punti di seguito indicati:

  1. Individuazione della tematica oggetto del percorso educativo (es. il paesaggio agrario).
  2. Formazione dei docenti: l’offerta formativa per i docenti quale occasione di confronto, di dibattito e di messa in rete di conoscenze e bagagli culturali e tecnici diversi, nonché come sussidio per guidare gli studenti alla scoperta del territorio.
  3. Ricerca sul territorio: da parte degli studenti con l’aiuto dei loro insegnanti. Momento fondamentale della ricerca è il contatto diretto con il “bene” mediante la ricognizione sul territorio, il rilievo fotografico e l’analisi dei diversi manufatti. Tale ricerca si suddivide in diverse fasi: inquadramento generale del territorio sul quale insiste l’indagine (notizie storiche, riferimenti letterari, iconografia storica); esame dell’ambito territoriale e degli elementi caratterizzanti il paesaggio; individuazione in pianta e descrizione dell’oggetto della ricerca e rilievo fotografico.
  4. Sussidi didattici: bibliografie, schede storico-descrittive, iconografia storica, descrizione dei manufatti attraverso la compilazione della scheda di osservazione e studio (quali quelle di segnalazione per le campagne di Paesaggi sensibili e della Lista rossa). Quest’ultima fase comporta un importante momento di riflessione e di approfondimento conoscitivo in quanto, partendo dal dato ontologico, si propone la conoscenza e l’interpretazione dell’oggetto come opera d’arte (esame critico, stile, giudizi) e come veicolo d’informazione attraverso l’indagine sui materiali, le tecniche, la provenienza, l’iconografia, la committenza, l’autore, l’esame dell’epoca e del contesto storico-economico che l’ha prodotto e la trascrizione dei dati anche su supporto informatico. La collana “Le lampade di Aladino”, si arricchisce continuamente di nuovi contributi, facilmente consultabili sui due siti di Italia Nostra e della Treccani. Questi strumenti in ebook, articolati e flessibili, sono già 5, prossimamente uscirà il sesto e si possono usare per la normale didattica in numerose discipline[1].
  5. Produzione di elaborati: gli insegnanti che partecipano alle attività formative sono tradizionalmente chiamati a produrre materiali originali, frutto ed espressione della ricerca-azione messa a punto con i propri studenti. Riteniamo che questo modello didattico sia tuttora quello più idoneo a fornire - gli strumenti di lettura e comprensione di un patrimonio culturale spesso trascurato se non totalmente ignorato.
  6. Confronto e verifica conclusiva: realizzazione di mostre, pubblicazioni, partecipazione a concorsi.

[1] cfr. www.italianostraedu.org; www.treccani.it

Il Corso nazionale di formazione per i docenti

Tenendo conto delle innovazioni introdotte per il riconoscimento della formazione da parte del MIUR sulla piattaforma S.O.F.I.A. e le esperienze condotte nelle edizioni locali del Corso nazionale 2017-2018, sono state definite le modalità attuative del Corso nazionale di formazione per i docenti 2018-19 nelle sue diverse edizioni locali.

TITOLO: “Le pietre e i cittadini” Educazione al patrimonio culturale. Paesaggi “interni” – tecnologie per la creatività – patrimonio immateriale.

PERIODO: 1 novembre 2018- 31 marzo 2019.

QUOTA D’ISCRIZIONE: 50 euro, comprensiva di iscrizione all’associazione (su base volontaria).

DURATA: 25 ore di cui 4 ore curate dal Settore EDU nazionale (presentazione dell’associazione e delle sue azioni di educazione al patrimonio; introduzione al patrimonio culturale immateriale, la cultura per la difesa della qualità del paesaggio (i paesaggi delle aree interne, delle periferie, ecc.).

  • 16 ore a carico dei singoli Corsi, che tratteranno le tematiche condivise, ma declinate secondo le specificità territoriali.
  • 5 ore dedicate alla presentazione dei percorsi didattici progettati e sperimentati con le proprie classi e alla condivisione dei risultati formativi. È auspicio di tutti che questi prodotti siano in formato digitale, ispirati ai modelli di ricerca e didattici di Italia Nostra.

Tempi di realizzazione: La parte formativa si potrebbe concludere entro dicembre e riservare a marzo le ore di verifica.

MODULI SEMINARIALI:

- i paesaggi a rischio (le aree interne, le periferie urbane)
- il paesaggio per la formazione emotiva e identitaria
- i beni culturali immateriali (la lingua italiana, con le sue espressioni dialettali e locali): leggere -scrivere - imparare a memoria
- la cittadinanza (identità, partecipazione, sussidiarietà, associazionismo)
- le nuove tecnologie (comunicazione, disseminazione, interdisciplinarietà)
- attività laboratoriali
- conclusioni e autovalutazione del corso
- validazione del Corso: ogni Corso istituirà un piccolo gruppo di valutazione.

Tutte le sezioni locali sono invitate a collaborare alle edizioni locali del corso nazionale. Il numero delle edizioni locali dipende dalla disponibilità delle sezioni ad attivarsi nel proprio ambito territoriale o creando reti di più sezioni su scala interprovinciale o interregionale.

Albo dei formatori

L’organizzazione dei Corsi di formazione per i docenti nelle sezioni conta sul grande impegno di quei soci - prevalentemente i Referenti per l’Educazione – che, nel ruolo di Direttori dei corsi, li progettano e li realizzano entrando in contatto diretto e continuativo con il mondo della scuola.

Essi stessi sono oggetto di formazione con la partecipazione ai seminari e ai corsi che annualmente organizza il Settore Educazione al Patrimonio Culturale, con risorse interne o mediante finanziamenti a progetto. Ad esempio con il progetto[1] di “INformazione e INnovazione - le nuove tecnologie applicate ai beni culturali” si è creato uno spazio di formazione e, soprattutto di aggiornamento, del gruppo dei referenti del Settore Educazione in un’ottica di implementazione di tutti i progetti educativi realizzati negli anni e declinati, appunto, all’uso delle nuove tecnologie.

Questi soci svolgono un ruolo di vere “avanguardie educative” sui loro territori, promuovendo e validando nuove metodologie didattiche presso gli insegnanti, gli studenti, le famiglie, le istituzioni, il mondo imprenditoriale e associativo.

Bisogna dare il giusto riconoscimento a questo impegno anche mediante l’istituzione di un Albo formatori di Italia Nostra nelle modalità che si stanno definendo, in cui le competenze e l’impegno associativo siano egualmente considerati.

[1] Progetto finanziato dalla Direzione Generale del Terzo Settore (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), contributo per l’esercizio finanziario 2016 ai sensi dell’art. 12, comma 3 legge 383 del 7/12/2000 – iniziativa D).

I concorsi scolastici

All’interno del progetto educativo “Le pietre e i cittadini” – Educare alla ‘cura’ del patrimonio: strumenti per condividere e proteggere – per l’anno scolastico 2018-2019 verrà proposto alle scuole un concorso articolato in due distinte edizioni:

  • “Cara Italia Nostra ti racconto il mio paesaggio”. Storie dal territorio per conoscere e tutelare il patrimonio culturale attraverso la parola scritta, il web, l’immagine.

Il Concorso è rivolto alla Scuola Primaria e Secondaria di 1° Grado e intende individuare una metodologia di lettura interpretativa del paesaggio che possa favorire negli studenti l’idea che tutti i luoghi di vita debbano essere valorizzati e tutelati.

  • “Alternanza Scuola Lavoro nell’Italia Nostra”. Storie dal patrimonio.

Il Concorso è destinato al triennio della scuola secondaria superiore, intende stimolare la conoscenza e l’educazione al patrimonio attraverso gli aspetti pratici e professionalizzanti, tipici della pratica di alternanza scuola lavoro.

La collaborazione di Italia Nostra con le scuole registra tradizionalmente un buon numero di attuazioni. Si confermano i ruoli che i soci dell’Associazione possono svolgere nell’ambito della ASL: di collaborazione nella progettazione, di facilitatori nell’attivazione di reti di partenariato, di formatori sui temi del patrimonio culturale, più raramente di tutor che affiancano le strutture preposte alla tutela e alla valorizzazione di beni culturali.

Le possibilità associative di essere ente ospitante sono ridotte in quanto le sedi non possiedono tutti i requisiti per l’accoglienza dei ragazzi, ma, laddove è possibile, sono stati favoriti progetti di accoglienza, in particolare presso la Sede Nazionale che ormai per il secondo anno accoglie gli studenti del Liceo Classico “Giulio Cesare” di Roma, che si avvicendano nella realizzazione del progetto concordato annualmente.

Il Settore EDU, nella sua funzione di coordinamento con le Sezioni, ha promosso un sostegno progettuale a quelle scuole che hanno inteso attivare progetti di ASL sul territorio.

E intende definire sempre più precisamente un proprio modello di ASL nell’ambito dei beni culturali, attraverso il rafforzamento delle azioni di progetto (patti formativi con le istituzioni scolastiche, costruzioni di rete con le istituzioni territoriali, ecc.). Ancora per il 2018 e per tutto il 2019 si rinnoveranno, attraverso protocolli attuativi, accordi con le diverse istituzioni. Mentre sono in corso di confronto nuove possibilità.

Si ricorda che Italia Nostra ha potuto partecipare all’edizione 2017 di “Expò ASL cultura” nella manifestazione tenutasi il 24 e il 25 novembre presso il Centro Studi Città di Foligno con un proprio stand dedicato e anche con un workshop. Anche per la prossima edizione si rinnova la partecipazione.

Convenzioni

Nel secondo semestre 2018 il Settore EDU ha dato il via a un progetto, insieme all’Ufficio Comunicazione, che si avvale della prestazione di alcuni giovani in attività di formazione superiore, accolti presso la Sede Nazionale:

  • Costruzione di un database per le convenzioni già in essere che riportano una scontistica per i tesserati di Italia Nostra e il loro aggiornamento; preparazione di testi e immagini per la comunicazione sui social; individuazione dei possibili target a cui riferirsi per ottenere nuove convenzioni (musei, librerie, teatri, istituzioni culturali, ecc.); allestimento del nuovo database e gestione dei contatti. Si è poi elaborato un modello di base per il rinnovo o la stipula di convenzioni. I tutor sono Dafne Cola e Patrizia Di Mambro, il progetto è stato condiviso col Presidente Oreste Rutigliano e il Consigliere nazionale Federico Anghelé, delegato per la Comunicazione.
  • Ricerca sui materiali storici di Italia Nostra presenti nelle sue pubblicazioni (Bollettino, Quaderni, Atti di Convegni, ecc.) finalizzata alla ricostruzione della storia di Italia Nostra relativamente al tema dell’educazione e della formazione. Questa ricerca troverà espressione nella futura pubblicazione di un volume, a cura del Settore EDU, dedicato alla Pedagogia del Patrimonio.

Sito web

Il Coordinatore del Settore EDU, Patrizia Di Mambro, e Jessica Continenza, dell’Ufficio Comunicazione, hanno messo a punto, in collaborazione con il web designer e web developer Daniele Di Bartolomeo, un progetto di miglioramento e potenziamento delle funzioni del sito www.italianostraedu.org. Tale rinnovamento sarà disponibile alla ripresa delle attività di settembre. Esso risulterà più intuitivo, più dinamico, più efficiente per la navigazione, oltre che più accattivante.

Saranno altresì disponibili nel sito pagine dedicate alle diverse attività, per esempio quella del Concorso, che gestirà in digitale tutte le fasi di iscrizione e di monitoraggio del Concorso stesso.

Principali risultati attesi

Essi sono così individuati:

  1. crescita del senso di identità territoriale e di cittadinanza attiva;
  2. educazione alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale, mediante l’analisi del paesaggio nelle sue diverse tipologie e i suoi elementi di connotazione, naturali ed antropici;
  3. sperimentazione di azioni di promozione culturale mediante la realizzazione di elaborati originali su supporti digitali;
  4. rafforzamento della formazione curriculare e delle competenze;
  5. apertura al territorio e costituzione di reti relazionali con i soggetti interessati alla qualità territoriale.

Proposta di Calendario 2018-2019

Di seguito una proposta di calendario per le prossime attività:

  • entro il 30 luglio 2018 raccogliere le disponibilità delle sezioni e inserimento del corso nazionale nella piattaforma SOFIA;
  • inizio settembre 2018 verifica delle sedi di corso e comunicazione a Dirigenti Scolastici e docenti dell’attivazione del Corso nazionale di Formazione;
  • fine settembre riunione dei referenti di sezione che ospitano le edizioni locali del Corso nazionale di Formazione per la co-progettazione operativa;
  • 30 settembre lancio del Concorso scolastico;
  • 30 novembre rinnovo Protocolli d’intesa con il MIUR e il MiBAC;
  • marzo 2019 Seminario nazionale di programmazione per i referenti Educazione.